venerdì 30 gennaio 2015

Piero Rattalino : Le Sonate per pianoforte di Beethoven



Piero Rattalino : Le Sonate per Pianoforte di Beethoven. Guida all'ascolto - Il Lavoro Editoriale, Ancona/Bologna 1989, pagg. 131




Quando Piero Rattalino, accompagnato da Silvia Limongelli, che si stava perfezionando con lui, venne a Bari il 6 maggio del 1992 per un doppio appuntamento che avrebbe dovuto tenere nell’ambito della stagione de “Il Coretto”, associazione musicale ancora in essere che in quegli anni , oltre alla stagione concertistica annuale, organizzava degli appuntamenti di approfondimento con noti musicologi,  venni a lui presentato da Emanuele Arciuli, che si era occupato di organizzare la venuta dei due. Durtante l'intervallo della seconda delle due lezioni-concerto, dedicata a Prokofiev, mentre la prima lo era stata a Mozart, gli chiesi di autografarmi tutta una serie di volumi che mi ero portato appresso: tra gli altri c’era appunto il suo “Le Sonate Per Pianoforte di Beethoven”, che avevo scovato in copia unica, qualche anno prima a Feltrinelli..
Circa un mese fa un amico mio carissimo, Aldo Lotito, avvocato e super collezionista di interpretazioni storiche (ha tradotto anche la biografia di Czyffra), mentre stavamo facendoci una pizza, mi ha detto che è riuscito a scovare per il rotto della cuffia, anche lui, una copia di questo libro, parecchio raro. Direi che è stato strafortunato, perché il libro da molti anni è esaurito.
Le Sonate per Pianoforte di Beethoven, uno dei saggi meno conosciuti di Rattalino, anche se uno dei migliori, è stata  la sua opera prima. Fu scritto nel 1970, da un Rattalino alle soglie dei quarant’anni , anche se l’edizione qui presentata, pubblicata dall’ Editrice Il Lavoro Editoriale, è del 1989. In sostanza si tratta di una edizione riveduta e corretta di una prima e di una seconda edizione di un libretto, che, come dice il sottotitolo, in origine fu una Guida all’ascolto (parecchio ponderosa, però).
Fu realizzata, come dice lo stesso autore, nel 1967, come programma di sala con annesse considerazioni relative all’interpretazione, tema che già da allora lo interessava, per l’esecuzione “live” diremmo ora  presso l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, delle 32 sonate di Beethoven eseguite da Wilhelm Kempff.  Tre anni dopo, nel 1970, questa stessa guida all’ascolto fu ripubblicata, in concomitanza dell’esecuzione della serie delle 32 sonate di Beethoven da parte di Alfred Brendel (presso la stessa Istituzione dei Concerti) e di quella di Dino Ciani a Torino. Già in quell’occasione l’opera fu una prima volta aggiornata. Nel 1989, l’autore avendo ritrovato la sua opera, in un primo tempo decise di ripubblicarlo con qualche aggiunta, decidendo invece successivamente di riscriverlo, aggiornando anche la discografia sulla quale si basa. Questa in pratica è la versione di cui parliamo.
Il volumetto di 131 pagine complessive (ma parecchie scritte con caratteri molto piccoli, soprattutto le interessantissime Note, la interessanti guide discografica e bibliografica) è strutturato sostanzialmente in cinque parti: il Postumo Preambolo, interessantissimo, in cui vi è sostanzialmente un’aggiunta di storia dell’interpretazione per autori di cui non si parlava nella originaria Guida all’ascolto, in quanto affermatisi in larga parte dopo; Beethoven pianista, in cui si parla dell’esperienza al pianoforte di Beethoven; Le Sonate di Beethoven nel repertorio concertistico del pianoforte, che è una storia estremamente sintetica del repertorio beethoveniano nei grandi interpreti storici già storicizzati (sex. XiX e inizio del XX); Le Sonate di Beethoven nella storia dell’interpretazione, estremante interessante; e infine la parte che attiene precipuamente all’introduzione delle 32 sonate, che è in pratica la guida all’ascolto, in quanto  programma di sala.
Avendo letto parecchi lavori di Rattalino, posso affermare che questo è uno dei lavori più interessanti in assoluto, oltre che un lavoro per specialisti. E’ un testo che chiaramente è rivolto, per il linguaggio che usa ( tecnico) e per i riferimenti, a lettori che mastichino la musica e l’interpretazione beethoveniana.  Non avrebbe senso, secondo me, infatti, leggere l’opera senza avere le basi di raffronto, cioè le tutte o almeno alcune tra le interpretazioni beethoveniane di cui parla l’autore: persino il sottoscritto, che pure si è formato sui testi di Rattalino e che sulla base degli stessi si è poi procurato (e continua a farlo) innumerevoli incisioni di interpreti, non ha tutte le incisioni a cui allude lo stesso : infatti gli manca nell’ambito delle integrali, quella di Robert Riefling (interprete norvegese scomparso quasi trent’anni fa, che incise Beethoven per Valois). Infatti, oltre alle singole innumerevoli incisioni di ciascuna sonata da parte di interpreti che lo stesso autore segnala (parecchie), bisognerebbe possedere almeno alcune della seguenti, di: Arrau, Backhaus,Barenboim, Brendel, Gulda, Kempff, Nat, Schnabel, Riefling .
L’unica esclusione importantissima è quella di Maria Grinberg [i], che posseggo pure, i cui dischi, pubblicati in URSS, sono stati rimasterizzati in CD solo negli ultimissimi anni, e quindi, nel momento in cui fu rielaborato questo primo scritto di Rattalino, non era ancora disponibile sul mercato.
Al di là di questi rilievi, il libro è un saggio interessantissimo, e ritengo sia, nel novero di quelli dedicati alle sonate di Beethoven, disponibili in Italia, se non il migliore, uno dei migliori.

Pietro De Palma



[i] Maria Grinberg è stata un’importantissima pianista russa, allieva di Blumenfeld prima e di Igumnov dopo, che fu stoppata per alcuni anni nella carriera in quanto padre e marito furono arrestati come “nemici del popolo” e giustiziati, sotto Stalin. Fu la prima tra i pianisti russi a incidere le 32 sonate di Beethoven. E’ stata paragonata in patria spesso a  Rubinstein e Horowitz)

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