venerdì 16 gennaio 2015

MOZART : INTEGRALE DEI QUARTETTI PER ARCHI - Quartetto Italiano


Questo sì che è un cofanetto da acquistare al volo! 
Il Quartetto Italiano (nell'ordine: Paolo Borciani, Elisa Pegreffi, Franco Rossi, Piero Farulli) era un complesso formato da quattro persone con un affiatamento leggendario. E se ha acquisito un alone di vera e propria leggenda è anche per queste interpretazioni: la Philips, legandoseli con contratto esclusivo, dette origine ad un mito destinato a sopravvivere ancor oggi, già che Borciani, Rossi e Farulli non sono più tra noi. 



L'eccellenza del quartetto è espresso dal giudizio entusiastico che il 5 novembre 1951 che il critico del New York Herald Tribune, Virgil Thomson, all'indomani del concerto di esordio, riportò sul giornale newyorkese: "the finest string quartet, unquestionably, that our century has known", cioè "il più bel quartetto, senza ombra di dubbio, che il nostro secolo ha conosciuto".  
Ma sarebbe pur sempre un giudizio soggettivo, e come tale soggetto a critiche da parte di chi non ne fosse estimatore. Invece, a suggellare la veridicità del giudizio di Thomson, vi pensò un'iniziativa...stellare: il Voyager 2 destinato ad esplorare gli spazi siderali, lanciato il 20 agosto 1977 dalla NASA, l'ente spaziale americano,da Cape Canaveral , a bordo di un razzo Titan III-Centaur, fu dotato di un disco di grammofono placcato d'oro, il Voyager Golden Record,
che assieme a tanto altro, reca una registrazione di pochi secondi della Cavatina del Quartetto op.130 di Ludwig van Beethoven, eseguita dal Quartetto Italiano, assieme ad una foto del gruppo e ad una immagine delle battute della composizione di Beethoven 


relative ai pochi secondi di registrazione.
La loro capacità di suonare, facendo gruppo, di vivere assieme gli stessi impegni e le stesse partiture, consentiva loro, in virtù anche di una maestria altissima, di scavare le partiture, e di rilevare laddove gli altri restavano in superficie, le profondità. Un Mozart così, non era solo bella musica, era anche arricchimento, era una continua scoperta di perle nascoste. Va detto però che non tutto Mozart luccica di luce propria: i primi quartetti sono solo quasi un esercizio, diciamo un tentativo di fare propria la nuova forma del quartetto d’archi, imitando ma non riuscendoci pienamente Haydn: Mozart non riesce quasi mai, nei finali fugati, ad eguagliare Haydn. 

Per i quartetti del periodo 1785-1786, entriamo invece in una dimensione nuova: sono tutti grandi quartetti di dimensioni e qualità sorprendenti: è come dire che con essi Mozart fece il salto di qualità, e testimoniano il raggiungimento pieno e maturo della forma, e soprattutto il superamento dell’insegnamento haydniano. Soprattutto i due ultimi quartetti il KV 464 e 465 sono monumenti fondamentali della letteratura: essi influenzeranno pesantemente Beethoven, e soprattutto quello “Delle Dissonanze”
influirà sui capolavori dell’ultimo periodo beethoveniano, a dimostrazione della grande modernità e dell’anticipazione di idee che non erano del suo tempo. Per non parlare poi degli ultimi 3 Quartetti, “I Quartetti Prussiani” KV 575, 589 e 590, veramente anticipatori di idee nuove.


Il Quartetto è magnifico, va detto subito: e lo è in un repertorio molto classico come questo, anche con la qualità dei suoi strumenti, superlativa.
A voler essere pignoli, la versione dell' Amadeus-Quartett mi sembra un tantinello migliore; ma comunque si tratta di un giudizio soggettivo, e parlo comunque di inezie. 
Edizione con libretto solo in italiano + 8 CD : registrazioni dal 1966 al 1973.

Pietro De Palma

P.S.
La foto dello spartito è tratta dal sito interamente dedicato al Quartetto Italiano, in cui l'appassionato potrà trovare tante notizie riguardanti lo storico e mai dimenticato complesso cameristico italiano:

http://www.quartettoitaliano.com/
 

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