sabato 21 febbraio 2015

Argerich (+ Gitlis) : Beethoven, Haydn; Schumann; Franck,Debussy - Artistes Repertoires - 2 CD RCA France

Tempo fa fu varata una nuova serie della RCA, prima che diventasse SONY, quand'era ancora BMG, Artistes Répertoires, varata da RCA France: volumetti, di due CD l'uno, che presentassero  il meglio del repertorio (anche inusuale e non tanto conosciuto) di singoli interpreti. Ne ho qualcuno di questi  volumetti: Richter, Argerich, Lowenthal.
Oggi parlo di quello della Argerich, che è molto succulento: Concerto in Si bem. di Beethoven e Concerto in Re magg. di Haydn (Martha Argerich è qui nell'inusuale veste non solo di pianista ma anche di direttore, della London Sinfonietta, in una registrazione che è del 1980); poi due brani solistici di Schumann: Fantasia in Do min op.17 e Phantasiestucke op.12; infine due brani per violino e pianoforte di aria francofona: la Sonata di Debussy e quella di Franck.
Un disco mirabile per realizzazione e per intelligente scelta dei brani.
La scelta di presentare il secondo concerto di Beethoven e quello di Haydn assieme, mi sembra che fosse alquanto azzeccata, essendo il secondo concerto, come sanno i più, anteriore come composizione al primo, ma successivamente poi ultimato: è quindi molto vicino, stilisticamente ai concerti haydniani.
Quello in Re Magg. è il più famoso di tutti i concerti haydniani per via del Rondò all'Ongarese. Fu concettuamente creato per clavicembalo, da un Haydn che fu più che pianista, sinfonista. Il Concerto è quindi dedicato ai dilettanti, che lo suonarono nel settecento e ottocento su clavicembalo. E quindi, musicalmente, è certamente nella sua versione originaria più semplice, di quanto non appaia oggi, tempo in cui siamo abituati a sentirlo suonare in una sorta di rielaborazione per pianoforte moderno.
Alla sezione dedicata ai due concerti, segue la Sonata per violino e pianoforte di Cesar Franck, per la cui esecuzione, a Martha Argerich si affiancò Ivry Gitlis (registrazione del 1977). In quegli anni Gitlis era sulla cresta dell'onda: come non ricordare un famoso disco della Philips con i due concerti di Wienawski (1969) o le sueregistrazionii dedicate a Sibelius, Bazzini, Kreisler, Paganini, Brahms, Saint-Saens? L'incisione della Sonata di Franck, per quanto estremamente virtuosistica, è suonata con piglio rapsodico, che concede molto all'improvvisazione, più che sulla cavata profonda e meditativa (com'è per esempio enll'interpretazione di Oistrach e Richter). Ne esce una strana commistione di generi, come se fosse una composizione contemporanea quasi. Mi ha lasciato basito.Non sembra un brano francese di seconda metà del secolo diciannovesimo ma uno ungherese. Il Gitlis che suonava musica contemporanea e soprattutto Paganini, e Wienawski, ha esteriorizzato molto in chiave virtuosistica il primo movimento. Il secondo pare rientrare nell'ottica più consona e così pure il terzo, che a mio modo di sentire pare il più azzeccato dei tre.
IL CD n. 2 si apre con la terza sezione dedicata solo a opere pianistiche, in questo caso due composizioni di Schumann: la Fantasia in Do op.17 e i Fantasiestucke op.12. Le due incisioni, per quanto abbia ricavato, non sono originalmente RCA, ma sono qui approdate attraverso l'acquisizione da parte della BMG del lascito Ricordi: infatti sia la Fantasia op.17 che i Fantasiestucke furono inseriti in un disco Ricordi.
Si tratta forse, assieme all'incisione del secondo Concerto di Beethoven, delle più belle cose del disco. Argerich, qui al suo massimo, sa donare brillantezza e profondità, quando non accelerare, donare passione e impetuosità. Schumann è da sempre si sa, uno dei suoi compositori preferiti (la sua incisione del Concerto è una dei must in assoluto) e qui troviamo uno dei migliori Schumann mai interpretati, nella fattispecie delle opere presentate.
A completare il secondo CD è la Sonata di Debussy per violino e pianoforte (sempre con Gitlis, al violino). Nell'esecuzione della Sonata di Debussy, che nell'originaria incisione era stata accoppiata a Franck, troviamo forse la chiave per risalire all'interpretazione della sonata del belga: probabilmente, io credo, Franck venne in certo modo postdatato, interpretandolo al modo della sonata di Debussy che appartiene ad una temperie successiva, di piena decadenza, se non altro già.
Non so in quale modo, non so perchè e per come, ma per quanto io abbia sentito della Argerich, che è culturalmente molto brillante, estremamente eclettica e recettiva di tutto ciò che è pianismo, ella predilige soprattutto il repertorio romantico e tardoromantico. Non ho mai sentito la pianista argentina suonare brani di musica di genere oltre che questi. Rispetto a Gitlis, è come se scomparisse, se fosse assorbita dall'approccio molto contemporaneo di Gitlis, come se sentisse l'influenza di una personalità molto più matura della sua (al tempo in cui l'incisione fu realizzata) e vi si uniformasse perdendo la sua natura. Diverso è stato in tempi più vicini a noi con Maisky al violoncello o quello con Nelson Freire, a formare un Duo pianistico storico, forse il suo partner migliore.
Un Doppio CD sicuramente interessante, molto frizzante dal punto di vista intellettuale, nella scelta di tre tipi di repertori, splendidamente concepito e realizzato, e che purtuttavia rivela un infelice approccio di due interpreti (forse più della Argerich che Gitlis) al repertorio cameristico di aerea francofona (la Argerich per me è più vicina al repertorio romantico, a Schumann: vedere per esempio le splendide incisioni delle sonate nn.1 op.105 e n.2 op.121, assieme a Gidon Kremer ).

P.D.P.

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