domenica 26 aprile 2015

Beethoven - Concerto n.5 "Imperatore" - W.Gieseking, Pf. / Wiener Philarmoniker/B. Walter, Dir. , 1934

A detta di molti questa è la migliore esecuzione del secolo scorso: fu registrata in due sessioni, del 10 e 11 settembre 1934, nella Musikvereinssaal di Vienna, assieme ai Wiener Philamoniker diretti da Bruno Walter (il disco Naxos che posseggo, contiene anche il 4° di Beethoven diretto da Karl Böhm). .
Quando le incise, Gieseking era all'apice della gloria. Suonava dappertutto.
Aveva imparato il pianoforte quasi da autodidatta, studiando prima con la madre, poi in conservatorio, soprattutto con Karl Leimer . Possedeva una leggendaria capacità di memorizzazione, ed una sensibilità senza pari che gli consentivano giochi col pedale, e di passare si dice dal piano al pianissimo. Altra sua particolarità era di avere un fantastico tono cristallino, che però nelle incisioni EMI degli anni '50 non si apprezza. Ciò è stato imputato alla strumentazione usata per l'incisione, che non era stata ancora rimodernata dopo la Guerra e che risaliva a quando venivano incisi '78 giri.
Sin dal 1923 era cominciata la sua trionfale carriera internazionale: nel 1922 aveva inciso i peimi rulli di pianola e poi successivamente, dopo il viaggio in America, aveva sfondato. Nel 1928 aveva debuttato a Parigi, e in breve tempo era divenuto uno dei pianisti di riferimento, se non il più apprezzato, per i comositori impressionisti francesi, come Debussy e Ravel.
Il 1° concerto di Liszt fu inciso nel 1932, prima dell'avvento di Hitler al potere, mentre le altre grandi incisioni sono successive: Franck, Grieg e Mozart. Nel 1937 incise il Concerto n.1 di Beethoven, e nel 1939 il 4° con Karl Bohm, rimasto in patria (era austriaco ma si era trasferito in Germania per dirigere) dopo l'avvento dei nazisti, e che aveva ottenuto la direzione della Staatskapelle di Dresda al posto di Fritz Busch che invece per la sua opposizione ai nazisti, era dovuto andare in esilio.
Anche Gieseking fu accusato di aver supportato i nazisti, giacchè pur suonando soprattutto all'estero, continuava a risiedere in Germania, e non aveva preferito la fuga (come Busch, e più tardi per questioni razziali Walter e Toscanini), cosa che fecero pure Karajan e Furtwaengler. Inoltre, l'accusa gli venne rivolta soprattutto per aver suonato in Paesi che erano stati invasi ed erano quindi sotto occupazione germanica: di questo si fece interprete Horowitz, che lo accusò di essere stato un loro supporter. Perchè avesse deciso così non lo sappiamo, nè si sa se avesse aderito per opportunità artistica, come fece Karajan, oppure come accadde per Furtwaengler e Richard Strauss (che però pur detestando i nazisti e i loro capi, mantenne rapporti avendo cognata e nipote ebree, volendo salvaguardarle ed evitar loro i campi di concentramento) per aver cercato di difendere la cultura tedesca in un difficile momento. Non lo sappiamo. Certo è che non fu il solo: anche accusati di collaborazione o di simpatie furono  il violinista Schneiderhan, il direttore Mengelberg - un altro che come Gieseking suonò in occasione di concerti pubblici, alla presenza di rappresentanze dell'esercito tedesco - nell'Olanda occupata. tra l'altro un'altra notevolisima incisione di Gieseking fu quella, del 1940, con Mengelberg: interpretazione dei Concerti nn. 2 & 3 di Rachmaninov.
E così via. Karajan fu il solo peraltro, assieme a Schneiderhan, ad essersi iscritto al partito nazista, anche se tuttavia non ritirò mai la tessera. Va detto tuttavia che Gieseking, Furtwaengler, e altri suonarono in occasione di concerti pubblici per le truppe: e del resto non furono i soli. Anche Krauss (che aiutò però degli ebrei a mettersi in salvo dalla Gestapo), Knappertsbusch, Jochum, aderirono al regime nazista ed ebbero importanti incarichi, mentre Busch scappò, e così pure Schnabel  in quanto ebreo e  come Klemperer, e Backhaus preferì andar via.
Dopo la guerra, tutti coloro che avevano collaborato a vario titolo, furono iscitti in brandi di prescrizione, ma chi più chi meno dopo un periodo di assenza dalla vita musicale, ritornarono a pieno titolo ad esibirsi pubblicamente.
La più compromessa di tutti fu del resto Elisabeth Schwazkopf, che aderì al nazismo, prese la tessera di partito, entrò in tre organizzazioni naziste e scalò la carriera riuscendo ad essere scritturata per molti anni allo Staatsoper di Berlino, su cui dettava legge Goebbels. Eppure, a guerra finita, meglio di chiunque altro, riuscì a scamparla, sposandosi addirittura con Walter Legge, a capo della EMI ed ebreo (!!!).
Gieseking dovette attendere 3 anni in Europa e otto anni prima del ritorno in USA, ma dal 1953 la sua carriera riprese alla grande: ricordiamo per esempio le incisioni con Karajan (i concerti di Mozart: per esempio il 488, e soprattutto il 491, con la cadenza di Hummel).
Nel 1955 scampò da un tremendo incidente automobilistico che causò la morte della moglie, ma pur essendo in tempi rapidi a ritornare alla vita musicale, e addirittura in sala di incisione a Londra, ad ottobre, per registrare l'integrale delle Sonate di Beethoven per la EMI, fu colto da forti dolori di stomaco per cui dovette essere operato, morendo purtuttavia a causa di una pancreatite. 
Le due sessioni del 1934 testimoniano il momento magico di Gieseking , e quello di Bruno Walter che era dovuto fuggire l'anno prima dalla Germania per motivi razziali, essendo ebreo (del resto, se davvero Gieseking fosse stato un simpatizzante nazista, come diceva Horowitz, egli non avrebbe sopportato di essere diretto da un ebreo): l'interpretazione testimonia un tipo di sonorità asciutta, senza orpelli e senza retorica, che incede sentimentalmente nell'Adagio un poco mosso (il tono melanconico di Gieseking era leggendario)e sbotta in un'atmosfera fresca nel Rondo finale, il cui tempo curiosamente è sembrato essere a molti più un 6/8 che un 3/4. Questo è un particolare curioso ma anche importante, perchè cambia la resa del ritmo:
nel tempo 3/4 abbiamo 3 movimenti con suddivisione binaria , nel tempo 6/8 2 movimenti con suddivisione ternaria nel tempo composto (6/8); il che significa che in tempo 3/4 l'accento cade ogni due note, in quello 6/8, ogni tre note.
Dell'Imperatore, Gieseking incise altre due versioni: una con Karajan nel 1951, ed una con Galliera nel 1955.
                                                                                           Fine Prima Parte

 Pietro De Palma

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