martedì 16 giugno 2015

Ignaz Moscheles - Musica per flauto e pianoforte - Kazunori Seo/ Makoto Ueno - CD Naxos

Un disco bellissimo appena uscito
è quello che ci consegnano 
Kazunori Seo, flautista, 


e Makoto Ueno, pianista, 

due concertisti giapponesi che eseguono musiche per flauto e pianoforte di Ignaz Moscheles.
Una vera sorpresa, è giusto dire. I due suonano con afflato e partecipazione encomiabile, pagine famose e meno per un ensemble poco sfruttato, quelllo formato da flauto e pianoforte.
Le composizioni ottocentesche composte per questa formazione cameristica, in generale sono esigue, nell'ambito del secolo; diventano invece se non numerose, almeno più frequenti nel primissimo ottocento. Infatti in epoca Biedermeier, il flauto, strumento già in parte usato da compositori settecenteschi (Mozart, Vivaldi, per esempio) e in generale tutti gli strumenti a fiato tra cui da menzionare sono clarinetto, oboe, fagotto e corno, attraversano un periodo di splendore che in seguito non avranno più. La ragione è da ricercarsi con la vicinanza temporale tra il periodo Biedermeier che è un periodo grosso modo che - dal punto di vista puramente di tecnica pianistica - va dalla fine del settecento alla comparsa del romanticismo, e quello della rivoluzione francese, in cui in maniera sostanziosa vengono usati gli strumenti da banda, tra cui sopratttutto gli strumenti a fiato. Questa è la ragione di fondo per la quale questi strumenti musicali nel primo ottocento vengono massivamente utilizzati. 
Curiosamente dal punto di vista politico, invece, i due periodi non sono solo del tutto diversi, ma addirittura opposti, perchè il primo è legato in maniera stretta alle sorti delle corti europee, mentre la seconda trova la sua massima espressione nel potere del popolo e nella fine dell'aristocrazia e della monarchia, che invece tendono alla restaurazione del potere in epoca postnapoleonica, di cui il periodo Biedermeier è una delle espressioni. Non l'unica beninteso.
Infatti, il Biedermeier, nel campo musicale (Hummel, Moscheles, Dussek, Ries, Kalkbrenner, Vorisek, Lessel), è solo uno dei generi, accanto ad altri come per esempio il classicismo (Beethoven, Haydn, Reicha). Altri compositori ancora non sono peculiari sia dell'uno che dell'altro (Schubert, Chopin, Franck, Liszt).
Composizioni biedermeier dunque; e che composizioni!
Melodie affascinanti, e non solo virtuosismo fine a se stesso, qual'è il solito rimprovero che viene mosso a questo genere; anzi, qui, le composizioni presentate, adottano la forma concertante, quindi la rinuncia ad una decorazione ed ad una perorazione tipicamente virtuosistiche, facendo proprio un modo di suonare che è tipico del classicismo (Sonate concertante Sol M. op.79 e Grande Sonate Concertante La M. op.44) Vediamo quindi come anche un compositore come Moscheles, massima espressione del virtuosismo biedermeier, e per di più erede del pianismo clementino, interagisce con tutto il mondo che lo circonda.
In tutti i brani presentati in questo disco, c'è proprio un modo di vedere la musica in quanto gioia di suonare, in cui i due strumenti parlano all'unisono, interagiscono e spiccano non prepotentemente bensì umilmente, a creare delle fantasmagorie di grande bellezza, e delle idee originali; e quando esse non vi sono, e si tende a sfruttare la variazione come mezzo espressivo, tuttavia abbiamo soluzioni di grande fascino realizzativo (come nei Quatre Divertissements op.82b o nelle Six Variations concertantes Re m. op.21).
Quindi un disco pienamente riuscito, anche per merito di due esecutori nipponici che sanno calarsi nel repertorio e farlo proprio; in particolare il flautista, Kazunori Seo, uno dei più grandi flautisti al mondo, della nuova generazione.
Francamente il supporto adottato, il CD, rispetto al vinile, perde il confronto in quanto il suono del flauto talvolta è troppo metallico (laddove stessa cosa vale per il pianoforte ma che per propria natura tende ad essere più omogeneo, sopperendo con i registri più bassi a quelli più alti), mentre in incisioni su LP la resa è decisamente migliore : confrontare per esempio composizioni di Vivaldi o Beethoven per flauto eseguite da Severino Gazzelloni su originali LP Philips e poi su CD, per capire quale sia la differenza. Nel nostro caso, cioè in quello delle composizioni di Moscheles per flauto e pianoforte, il riferimento migliore che mi viene spontaneo è alla edizione in due Lps della Orfeo (DMM) con Andras Adorjan e Noel Lee che è per di più un'integrale, un'edizione veramente sontuosa. 
In quella della Naxos, manca solo la Fantasia op.80 su temi scozzesi. 
Però, in termini pratici, il CD Naxos è adatto a tutte le tasche (costando meno di 8 euro, talvolta anche 7) e reperibile dovunque.

Pietro De Palma

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