giovedì 2 luglio 2015

Luca Palazzolo - IL TOCCO CANTANTE. Jan Ladislav Dussek compositore e virtuoso tra Mozart e Clementi - Akademos, Bologna, 1992




Nell’assoluto deserto di pubblicazioni dedicate ai compositori cosiddetti minori, tenuto conto che anche quelle dedicate a tanti di quelli cosiddetti maggiori (per es. quelle circa Schubert o Schumann) in Italia sono pochissime, una dedicata ad un compositore “minore” che però al suo tempo tanto minore non fu, fà sempre un certo effetto.
Certo, si tratta pur sempre di un libro di critica musicale, e come tale, non è che possa interessare grandi masse di lettori, in Italia! Ma, per quelli come me che stavano aspettando che qualcosa uscisse su questo autore, fu un grande evento.  Stiamo parlando in altre parole del testo di Luca Palazzolo, “Il tocco cantante” pubblicato da Akademos, un testo che, come recita il sottotitolo, è un ritratto musicale di Jan Ladislaw Dussek, compositore e virtuoso tra Mozart e Clementi.
Chiaramente, sfogliando le pagine, chiunque capisca un poco di musica, comprende che questo encomiabile lavoro nacque in sede accademica: in altre parole molto probabilmente nacque da o fu, una Tesi di Laurea. Mentore del lavoro fu il compositore contemporaneo, nonché docente universitario, Aldo Clementi, che resse la Cattedra di Teoria Musicale presso il DAMS di Bologna proprio fino al 1992 (anno di pubblicazione del saggio di Palazzolo, che si diplomò al DAMS), e che introdusse in una pagina il testo.
Se abbiamo definito il testo una tesi di Laurea, è per sgombrare ogni velleitaria critica circa la validità assoluta di un’opera quale codesta: pur nella sua complessità, e nell’assoluto rigore con la quale si è sviluppato, lo scritto può essere definito un’introduzione a Dussek, un’opera con la quale l’appassionato potrà sicuramente trovare risposte a tante delle domande scaturenti dallo studio del periodo, e lo studioso lo potrà invece utilizzare come compendio.
Il libro è diviso sostanzialmente in due parti: una parte biografica, in cui vengono discusse brevemente alcune delle composizioni maggiori del compositore, virtuoso, e costruttore di pianoforti, una delle figure più singolari della storia della musica: nella esternazione delle notizie biografiche, spesso vengono citate fonti dirette, come testi di missive, autografi da manoscritti, etc…; ed un Catalogo generale delle composizioni (in pratica un catalogo tematico), che costituisce – a parere nostro – il vero elemento straordinario dell’opera, in cui ciascuna opera del Nostro viene indicata, citando la data di composizione, la pubblicazione, e addirittura gli incipit di ciascun lavoro (quando non addirittura dei singoli movimenti), seguito da un indice RISM.

Tuttavia, pur nella dimensione generale data alla figura del compositore, bisogna dire che lo sguardo che Palazzolo dà alle opere, è incentrato esclusivamente sulla letteratura pianistica. Così, per esempio, a pag. 61, all’inizio del terzo capitolo riguardante “La Musica” di Dussek, viene offerto “un prospetto riassuntivo di tutte le sonate per pianoforte comprendente nell’ordine: il numero d’opera; il numero di riferimento del catalogo tra parentesi; il titolo originale di Dussek; quando compare, la data certa o presunta della prima edizione, la tonalità d’impianto e la successione dei movimenti” . E’ pertanto un lavoro che può essere utilizzato soprattutto da chi vuol capire quale sia stato  il contributo di Dussek nella storia della letteratura pianistica (su compositori molto più da noi conosciuti, per es. Beethoven), anche se Dussek spaziò componendo anche per altri strumenti, primo fra gli altri…l’arpa.
A definire la qualità del lavoro accademico è anche l’estrema fruibilità del testo, che può essere letto da ogni tipo di lettore, dallo sprovveduto anche privo di nozioni musicali (che salterà a piè pari gli esempi musicali) in quanto vi sono parti discorsive facilmente capibili, unite ad alcune più chiaramente tecniche, proposte allo studioso e in generale a chi la musica la mastichi già.



Il libro, quando uscì, come abbiamo detto, ebbe un qualche eco, se è vero che poco tempo dopo Luca Palazzolo, incise un CD con musiche pianistiche di Dussek, unico contributo ad oggi, nel campo delle incisioni discografiche, di un pianista italiano, a Jan Ladislav Dussek (Sonata in Fa diesis min.op.61, Sonata in Re M. op.69/3, Rondo "Les Adieux", "Chantons l'hymen" ( Theme and 4 variations).

Nel caso si volesse approfondire le tematiche che Palazzolo introduce nel suo saggio, ci si dovrebbe procurarsi almeno i testi di W.S.Newman, “The Sonata in the Classic Era”, e quello soprattutto del massimo studioso di Dussek,  Howard Allen Craw A biography and thematic catalog of the works of J.L.Dussek”. Tre anni fa, un ulteriore studio al compositore boemo dedicato, è stato realizzato in Italia: "Jan Ladislav Dussek (1760-1812): A Bohemian Composer «en voyage» through Europe", edited by Roberto Illiano and Rohan H. Stewart-MacDonald, Bologna, Ut Orpheus Edizioni, 2012 (Quaderni Clementiani, 4).
L’unico rimpianto è che l’autore, dopo questa sua immersione nello spirito del tempo, non abbia approfondito i suoi studi, avendo dalla sua un modo di affrontare la tematica, assolutamente sobrio e facile da intendere. 

Pietro De Palma

Nessun commento:

Posta un commento