giovedì 22 ottobre 2015

John O' Shea : MUSICA E MEDICINA. Profili medici di grandi compositori - EDT, Torino, 1991

Questo libro lo vidi per la prima volta, tanti anni fa, a casa di Emanuele Arciuli.
Abitava un tempo fuori Bari a Parco Adria (ora non più), un bel posto formato da tante ville, e la sua (cioè quella dei suoi genitori) era particolarmente bella, con un bel prato all'inglese, su cui si apriva la porta finestra della stanza in cui stava il pianoforte, lo stereo, i dischi, gli spartiti, e anche una piastra di quelle professionali a nastro. Molti miei ricordi si legano a quella stanza: quante giornate passate lì a sentire dischi! Quante volte l'ho sentito suonare! O abbiamo parlato d'altro!
Un giorno mi fece vedere un libro che aveva appena acquistato: "Musica e Medicina".
Me ne parlò molto bene. Era a suo giudizio un libro interessante perchè spiegava certe cose. E quindi me lo feci prestare, e lo legiucchiai prima di restituirlo.
Poco tempo fa l'ho ritrovato in un negozietto e l'ho acquistato.
Diciamo subito che è un libro molto interessante, ma che con la musica, quella praticata e quella composta, c'entra poco (tranne alcuni casi specifici). E' in realtà la storia di tutte le relazioni con la medicina, di grandi compositori: alcune relazioni sono istruttive in quanto possono spiegare certe caratteristiche fisiche di musicisti che interagirono con le loro composizioni e col modo di suonare , altre sono comunque curiose perchè rivelano certe situazioni, e aiutano a capire personaggi che le biografie pubbliche hanno presentato in ben altro modo.
Così si parla delle tendenze maniacali-depressive di Schumann (che vengono interpretate in vari modi), della fibrosi cistica di Chopin, del sadomasochismo in Percy Grainger, della sifilide, causa di morte e di varie malattie in Paganini, Schubert e Beethoven (in questo caso amche l'alcoolismo e una patologia cocleare); della leucemia di Bartok e del tumore di Gershwin, delle varie malattie di Mozart e della teoria dell'avvelenamento, della cardiopatia di Mendelssohn, e di molti altri casi, da Bach a Ravel, da Mahler a Delius.
Insomma, vengono sciorinate tutta una serie di probabili causa di morbi e malattie e morti di celebri compositori.
In taluni casi ci può essere la spiegazione di precise e straordinarie qualità tecnico-interpretative (nel caso specifico di Paganini e Rachmaninov), grazie a studi che hanno attribuito ad una particolare Sindrome, di cui sono citate le caratteristiche e gli effetti, il fatto che avessero mani enormi e capacità di estensione delle dita non comuni. In altri, le malattie ed il loro decorso possono spiegare taluni comportamenti.
Insomma, il libro, edito dalla EDT, una casa editrice da sempre impegnata nella Musica, si presenta come un saggio inusuale nelle sue tematiche, ma purtuttavia estremamente interessante.

Pietro De Palma

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