venerdì 18 dicembre 2015

18 dicembre 1923 : Mischa Levitzki incide la Melodie d'Orphée di Gluck-Sgambati



92 anni fa, il 18 dicembre 1923, Mischa Levitzki, allievo già di Michalowski e Dohnanyi, effettuava una registrazione che sarebbe diventata leggendaria.
Il suo “rubato”, la delicatezza del suo tocco ed il fraseggio, e soprattutto un cantabile di commovente bellezza* (espressione di Piero Rattalino) erano delle perle uniche. L'ultimo dei romantici si diceva che fosse. Piero Rattalino nel suo Da Clementi a Pollini ne parla come di un capolavoro pianistico (pag. 412) e dice soprattutto che il suo suono pianistico fa venire i lucciconi (pag. 203). Mai stato più d'accordo.
In quel giorno, Mischa consegnò alla storia la più bella incisione che mai fosse stata fatta allora e che nessuno sarebbe riuscito a superare negli anni a venire, della Melodia d’Orfeo di Gluck-Sgambati, congelando quel magico momento, in una matrice Columbia.

Molti ci si son provati, da Wild a Kissin, da Rachmaninov a Freire, da Novaes a Grimaud, ma nessuno è mai riuscito ad arrivare laddove arrivò Levitzki: Kissin è addirittura più lento di lui, ma il tocco, la delicatezza ed il colore di Levitzki erano unici.

Quel giorno, 18 dicembre 1923, oggi  92 anni fa, nasceva mio padre.
Buon Compleanno papà.

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