domenica 13 dicembre 2015

Francesco Libetta : Live in Fort Lauderdale - CD Nireo 007 - 2005

Accade che, a causa della crisi dell'industria del disco, parecchi artisti che non sono legati a vari carrozzoni non riescano ad incidere; e accade anche che quelli che hanno avuto la fortuna di incidere con alcune case discografiche, per ragioni varie non continuino a farlo. Così sempre più spesso accade che gli artisti perseguano delle vie proprie, producendo e autogestendo le proprie incisioni. E' accaduto con le sorelle Labeque, accade con il grandissimo pianista russo Gavrilov. Ed è accaduto  anche con l'italiano, anzi salentino, Francesco Libetta che un giorno ha pensato ad autogestirsi, fondando una associazione culturale, che è anche casa di produzione di eventi discografici e culturali, ed etichetta discografica: Nireo.
Il fine tuttavia non era semplicemente quello di creare le possibilità che potesse fare cose che altri difficilmente gli avrebbero consentito, ma anche guadagnare di più così da investire di più in progetti a lui cari, ovviamente, affidando per di più all'etichetta americana VAI, che ne aveva perorato la diffusione in America attraverso sue incisioni (106 e Diabelli di Beethoven; Quadri di un'esposizione di Mussorgski, e Sonata e Islamey di Balakirew; Arte di rendere agili le dita, op.740 di Czerny) la diffusione in America, affinchè la maggior parte di gente potesse accedere ad esse.
Con la casa di produzione, Francesco, ha creato le possibilità ovviamente che venissero prodotti e messi in vendita dei suoi dischi, ma poi l'etichetta ha concepito progetti più ambiziosi, tra cui quello, pensato ai melomani e appassionati, di riunire tutte ma proprio tutte le registrazioni pubbliche e private di Tito Schipa, il "tenore di grazia" leccese, che nella città capoluogo del Salento è quasi importante se non più del santo patrono, Sant'Oronzo.
Tra i dischi usciti con tale etichetta, uno mi sembra che sia un disco a suo modo capolavoro, e peraltro anche poco conosciuto: un'incisione live di un famoso concerto di Libetta in USA, che ha contribuito alla sua fama in America: Live in Fort Lauderdale.
Si tratta di un recital risalente al 13 dicembre del 2003, cioè esattamente dodici anni fa, tenuto al Broward Center for the Performing Arts, a Fort Lauderdale, Florida. Se in quegli anni Francesco proponeva spesso la Gagliarda di Trabaci, e una sua trascrizione di "Amor vuol dir sofferenza" di Leonardo Leo, in quell'occasione, in aggiunta, propose anche le Variazioni su un Tema di Paisiello, di Mozart KV. 398, la Sonata "Al Chiaro di Luna" op.27/2 di Beethoven, il Notturno op.27/2 di Chopin, la Canzone e Tarantella da Années de Pelerinage, di Liszt; l'Albumblatt di Schumann; la Polonaise dall' Eugen Onegin, di Tchaikovski/Liszt, una Canzone Lituana di Chopin/Sgambati, il Wiener Tanze n.1 di Friedman/Gartner ed infine una trascrizione di Mijic da Alfano, "Se taci..".
E' sempre stato un po' il suo pallino, inserire brani di musica antica rivisitati, meglio se di compositori italiani, e trascrizioni inusuali e rare, ed insomma, come si vede, il suo può definirsi un programma abbastanza ricercato e originale. Tra gli altri, come non notare che esegue spesso brani di e da Giovanni Paisiello, compositore tarantino?  Così tale programma da concerto che era stato pensato per descrivere, a detta dell'esecutore, "Il pittoresco" in musica, evita schematismi ed approda ad un suo percorso di programma tipo che possa, attravero la toccata di pagine dimenticate, e le suggestioni di altre troppo recitate, delineare la raffinatezza estrema di quello che lui ama, attraverso una sensibilità acuta che si può anche definire superficialmente "fredda" qualora ci si limiti a utilizzare come strumento di paragone la sua estrema compostezza sul palco, ma che invece, per chi lo conosce bene, ed io lo conosco molto bene, è solo sobrietà e volontà di non esternare ad altri quello che lui sente dentro: una sorta di riservatezza estrema dei sentimenti.
Se vogliamo, il suo pianista del passato di riferimento è stato sempre Arturo Benedetti Michelangeli, e Thalberg sarebbe potuto essere il suo riferimento tra i compositori. Fatto sta che in quel programma a Fort Lauderdale, Francesco suonò delle perle rare, la più rara di tutte è il Notturno op.27 n.2 di Chopin, opera estremamente nota e suonata in tutte le salse e in tutti i modi possibili, che Libetta riporta alla sua essenzialità scabra e raffinata, senza sdolcinature e velleitarismi, che purtuttavia rappresenta lo Chopin più romantico possibile.
Uno Chopin che guarda già alla morte. Ma lo fa con uno sguardo sereno e non rotto dal pianto, come di un eroe greco, il cui fato sia ineluttabile.
E sembra quasi di vederlo Francesco mentre suona questo Notturno, attento nel cercare, attraverso una controllata resa formale, la maggiore sfaccettatura possibile, cercando una resa romantica del suono e del fraseggio il più alta possibile, senza tuttavia cadere nel prosaico. Tempo fa disse in un'intervista «Il sentimentalismo  non mi interessa, piuttosto penso a un Romanticismo agli antipodi, scandaloso, raffinato e noir. È più facile trovare affinità tra un pezzo di Mozart e Stravinskij che tra queste due visioni». Come non fare quindi un parallelismo tra Libetta ed un altro salentino doc, come Carmelo Bene?

Questo suo motus interiore, è stato da taluni apprezzato particolarmente se è vero che di Libetta, uno dei pochissimi pianisti viventi, è stata scelta proprio la registrazione del Notturno op.27/2 a Fort Lauderdale, per venir evidenziata nella raccolta di 4 cd dell'americana Marston, dedicata a Chopin storico.
Infatti nel quarto cd notiamo la presenza di tale registrazione nell'ambito delle registrazioni storiche dei Notturni, e Libetta risulta essere inserito nientemeno che tra Koczalski e de Larrocha, dopo Rosenthal e prima di Friedman, tra l'altro alcuni dei pianisti da lui venerati. Sempre nella stessa intervista, prima citata, riguardo alla pubblicazione della Marston osservò:
«Nel disco mi ritrovo casualmente subito dopo Moritz Rosenthal, del quale custodisco gelosamente un lp che da ragazzo registrai su nastro per poter preservare il vinile». E mentre diceva che le interpretazioni di Rubinstein non lo interessavano, affermava di avere una speciale predilezione e venerazione per Ignaz Friedman: «La registrazione del Notturno op. 55 presente in questa collezione credo sia uno dei risultati più belli nella storia del pianismo. Di fronte a una tale esecuzione non cerchi di dire la tua: puoi soltanto tentare di fare il possibile per suonare allo stesso modo».
Riporto la successione delle interpretazioni di Notturni nel quarto cd dell'antologia marstoniana: 

Nocturnes

1.Op. 9, No. 2 in E-flat (Moriz Rosenthal) 4:25
29 March 1935, London
(2EA 1359-1) HMV unpublished on 78 rpm
2.Op. 9, No. 2 in E-flat4:29
(Raoul von Koczalski performed with authentic Chopin variants)
July 1937, Berlin
209 (796½ GE) Polydor 67246 B
3.Op. 27, No. 2 D-flat (Francesco Libetta) 6:47
13 December 2003, Fort Lauderdale, Florida recital
4.Op. 32, No. 1 in B (Alicia de Larrocha) 3:26
3 June 1932, Barcelona
(SO 7743) Odeon private recording unpublished on 78
5.Op. 48, No. 1 in C Minor (Marcel Ciampi) 7:13
15 June 1929, Paris
(WLX 1071-882) French Columbia D 15226
6.Op. 55, No. 2 in E-flat (Ignaz Friedman)4:38
23 November 1936, London
(CAX 7888-1) English Columbia DX 781
7.Op. 62, No. 1 in B (Fania Chapiro) 6:43
October 1982, Utrecht
Fidelio 8840
8.Op. 62, No. 2 in E (Raymond Lewenthal) 7:10
23 September 1978, St. Paul, Minnesota recital
9.Op. 72, No. 1 in E Minor (Vladimir de Pachmann) 4:11
3 November 1927, London
(Cc11757-1) HMV DB 1106
10.Op. Post. in C-sharp Minor (Thomas Manshardt) 4:58
13 June 1980, Cleveland, Ohio recital


Un'occasione rara, quindi questo Recital, per avere anche un'incisione giudicata da molti, una delle più espressive e belle in assoluto del Notturno chopiniano op.27 n.2.

Pietro De Palma












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