sabato 27 febbraio 2016

Incisioni di Adolf Busch: 3 CD Music & Arts CD-877, e 16 CD cofanetto Integrale Warner Classics

Stavo piluccando qua e là l'altro giorno in uno dei pochi negozi specializzati in dischi d'Italia, che poi è qui a Bari, e in un cassetto ho trovato un triplo cd della Music &Arts, stra-esaurito, dell'accoppiata Adolf Busch & Rudolf Serkin.
Di Adolf Busch avevo solo incisioni per violino e orchestra (dovrei avere anche una col Doppio concerto di Brahms), e quindi l'ho preso al volo. Adolf Busch è stato uno dei più grandi violinisti di tutti i tempi, e sicuramente il maggiore di area tedesca: è famoso anche per essere stato uno dei pochissimi musicisti tedeschi che all'avvento del nazismo, nonostante non fosse ebreo, preferì cambiare suolo natio. Lui alla fine della guerra acquisì la cittadinanza americana.
Francamente devo dire che avevo sentito parlare delle loro incisioni, ma seppure di Serkin abbia molto, il Serkin camerista non lo conoscevo. E così, siccome sono molto curioso, l'ho preso. Sentendo i brani incisi, mi ricordo la Sonata in Mi di Bach BWV 1016, quelle in la e in re min. di Schumann, sono rimasto letteralmente senza parole, a bocca aperta: ma possibile che suonassero così? Che sensibilità, che raffinatezza!E che fraseggio, soprattutto!

Ho mandato un messaggio in chat a Silvia Limongelli in cui dicevo: "Nessuno suona più così", e lei mi ha risposto: "Sono d'accordo".
Ma perchè quella sensibilità nella musica d'assieme, che si trova in vecchie registrazioni, non la si trova più in quelle contemporanee? Possibile che i grandi maestri appartengano solo al passato? Mi rifiuto di crederlo, ma poi davanti all'evidenza...
Il triplo cd proponeva esecuzioni dal 1934 al 1949; ora ce ne sarebbe uno quadruplo con un disco accessorio che prima non era disponibile (c'è tra le altre cose, l'op.96 di Beethoven ). Non era assimilabile al cofanetto EMI che non possedevo, perchè il triplo cd Music & Arts contiene registrazioni "live". La cosa è importante perchè le registrazioni propongono materiale non registrato per la HMV al tempo (poi EMI e ora Warner); ma proprio per nulla, tranne la sonata n.1 di Schumann (ma nella confezione live c'è anche la sonata n.2 in re minore!)
Qualche giorno dopo, sempre allo stesso negozio, dove avevo chiesto se fosse disponibile in Warner il cofanetto delle incisioni integrale EMI di Ogdon e mi avevano detto che non risultava essere disponibile, ho saputo che il cofanetto delle incisioni integrali EMI  di Adolf Busch era di nuovo disponibile ma marchiato Warner. E quindi l'ho ordinato.

Dopo tre settimane mi è arrivato e oggi l'ho ritirato. Tutto,anche con Serkin. 16 CD. Brani per violino e pianoforte, ma anche per quartetto d'archi: Schubert, Beethoven e Brahms.
Di Beethoven ci sono tutti gli ultimi quartetti d'archi dal "Serioso" Op.95 al 135, compresa la Grossa Fuga ma nell'orchetrazione di Weingartner, e in più il Rasumovsky n.3 e l'op.18 n.1.
Di Schubert 3 quartetti (D.112, D.810, D.887), di Brahms tutte le sonate per violino e pianoforte tranne l'op.108, il quartetto con pf. op.26 e il Quintetto op.34. E molte altre cose di Mozart, Beethoven, Bach, Schubert, Geminiani, Mendelssohn. C'è solo l'imbarazzo della scelta.
Dirò solo una cosa, che per me è essenziale: a parte l'incisione dei Quartetti di Beethoven, che è una incisione magistrale per l'epoca, mi ha colpito come un macigno le interpretazioni dei due grandi quartetti di Schubert: credevo, prima di sentire queste incisioni, che le migliori fossero quelle del Budapest e dell'Amadeus. Invece...
Sentite come suonano l'Andante con moto del quartetto "La morte e la fanciulla", come riescono a variare l'agogica e la sonorità e soprattutto la potenza di suono, man mano che il pezzo sta arrivando alla sua perorazione massima. Mi ha lasciato stupefatto: non c'è nulla di incisioni datate, semmai estremamente moderne. Direi assai poco romatiche, ed invece monumentali ed epiche nella loro scabra drammaticità, senza fronzoli!
E soprattutto testimoniano una dedizione del singolo al gruppo: quando un grande solista si unisce ad un altro grande e forma il duo, quasi mai si vede al duo come ad un qualcosa a se stante ma come la somma di due personalità forti; qui invece, l'unione di due artisti sommi, come Serkin e Busch è come se fosse uguale ad uno, formano una unità indissolubile; stessa cosa quando ai due si unisce il fratello di Adolf, il grande Hermann, violoncellista. E tutti e tre confezionano una grandissima incisione del secondo Trio di Schubert, per di più incidendo uno sconosciuto, per i tempi, tempo di Quartetto di Mendelssohn.
Completano il cofanetto le incisioni in studio dell'ensemble fondata da Busch, la Busch Chambers Players, una vera e propria orchestra da camera: tra le altre cose qui presenti, i 6 Concerti Brandeburghesi di Bach e le 4 Suites Orchestrali.
Ritornando sul Capriccio di Mendelssohn, direi che meglio di altro,  è come se fosse il miglior testimone dell'arte dei Busch: prima struggente e nostalgico, poi prorompente nella sezione fugata.
Incisione notevolissima.

P.D.P.

martedì 9 febbraio 2016

F. Mendelssohn-Bartholdy : Complete Works for piano four hands and two pianos - Alessandra Ammara & Roberto Prosseda - CD DECCA

E' appena uscito per Decca l'ultimo Cd approntato da Roberto Prosseda in merito a composizioni di Mendelssohn.
E' nota la dedizione di Prosseda per l'allievo prediletto di Moscheles, che gli ha fruttato molti riconoscimenti in sede internazionale (anche il Diapason d'Or e lo Choc de la Musique, da parte della critica specializzata francese, e altri premi discografici internazionali) per la scoperta e valorizzazione di composizioni mendelssohniane neglette, ancora in forma di manoscritto talora.
Mi ricordo quando tanti anni fa uscì per Nimbus un'integrale del Mendelssohn pianistico, da parte di Martin Jones; e la cosa destò un certo clamore (anche se l'esecuzione era un po' pedante talora); figurarsi cosa sia stato quando da prosseda sono state eseguita in prima assoluta delle composizioni di cui non si sapeva nulla.
Dopo la scoperta del terzo concerto per pianoforte e orchestra, dopo svariate opere per pianoforte solo, Prosseda è approdato alle composizioni per pianoforte a quattro mani e due pianoforti, di cui presenta in questo disco, oltre al conosciuto Andante e Variazioni in Si bemolle e all'Allegro brillante op.92, anche altre composizioni: tra queste un Klavierstuck frammentario, una Sonatina in Re e soprattutto una Fantasia in Re minore, oltre ad una trascrizione per pianoforte a 4 mani di Un sogno di una notte di mezz'estate, da parte dell'autore.
Bellissima l'intesa con la moglie Alessandra Ammara: del resto l'esecuzione e l'incisione di musiche a 4 mani spesso è stata anche in passato affidata a duo uomo e donna: come non ricordare il celebre duo Yaara e Tal Groethuysen, o i Dagul che assieme al loro figlio incisero anni fa l'integrale per pianoforte a 4 mani e 6 mani di Czerny? Poi c'è anche il duo itialiano formato da Gabriele Rota e Tiziana Moneta; poi c'era Argherich e Freire, o anche Gilels e la figlia. Insomma..
E a proposito devo dire che Prosseda & moglie non sfigurano affatto; anzi!
Certo le composizioni sono giovanili, non c'è la profondità di Schubert: sono composizioni da studio e risentono dell'influsso mozartiano, oltre che essere state scritte nell'alveo della musica Biedermeier allora imperante: quindi inizi drammatici e finali estremamente brillanti (tipica la fantasia in re minore, molto ben strutturata e definita, e per questo non si capisce come possa essere stata poi dimenticata dall'autore). Ma i due ci mettono del loro, per rendere questi brani i più musicalmente piacevoli possibile, e non banali.

P.D.P.