martedì 9 febbraio 2016

F. Mendelssohn-Bartholdy : Complete Works for piano four hands and two pianos - Alessandra Ammara & Roberto Prosseda - CD DECCA

E' appena uscito per Decca l'ultimo Cd approntato da Roberto Prosseda in merito a composizioni di Mendelssohn.
E' nota la dedizione di Prosseda per l'allievo prediletto di Moscheles, che gli ha fruttato molti riconoscimenti in sede internazionale (anche il Diapason d'Or e lo Choc de la Musique, da parte della critica specializzata francese, e altri premi discografici internazionali) per la scoperta e valorizzazione di composizioni mendelssohniane neglette, ancora in forma di manoscritto talora.
Mi ricordo quando tanti anni fa uscì per Nimbus un'integrale del Mendelssohn pianistico, da parte di Martin Jones; e la cosa destò un certo clamore (anche se l'esecuzione era un po' pedante talora); figurarsi cosa sia stato quando da prosseda sono state eseguita in prima assoluta delle composizioni di cui non si sapeva nulla.
Dopo la scoperta del terzo concerto per pianoforte e orchestra, dopo svariate opere per pianoforte solo, Prosseda è approdato alle composizioni per pianoforte a quattro mani e due pianoforti, di cui presenta in questo disco, oltre al conosciuto Andante e Variazioni in Si bemolle e all'Allegro brillante op.92, anche altre composizioni: tra queste un Klavierstuck frammentario, una Sonatina in Re e soprattutto una Fantasia in Re minore, oltre ad una trascrizione per pianoforte a 4 mani di Un sogno di una notte di mezz'estate, da parte dell'autore.
Bellissima l'intesa con la moglie Alessandra Ammara: del resto l'esecuzione e l'incisione di musiche a 4 mani spesso è stata anche in passato affidata a duo uomo e donna: come non ricordare il celebre duo Yaara e Tal Groethuysen, o i Dagul che assieme al loro figlio incisero anni fa l'integrale per pianoforte a 4 mani e 6 mani di Czerny? Poi c'è anche il duo itialiano formato da Gabriele Rota e Tiziana Moneta; poi c'era Argherich e Freire, o anche Gilels e la figlia. Insomma..
E a proposito devo dire che Prosseda & moglie non sfigurano affatto; anzi!
Certo le composizioni sono giovanili, non c'è la profondità di Schubert: sono composizioni da studio e risentono dell'influsso mozartiano, oltre che essere state scritte nell'alveo della musica Biedermeier allora imperante: quindi inizi drammatici e finali estremamente brillanti (tipica la fantasia in re minore, molto ben strutturata e definita, e per questo non si capisce come possa essere stata poi dimenticata dall'autore). Ma i due ci mettono del loro, per rendere questi brani i più musicalmente piacevoli possibile, e non banali.

P.D.P.

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