venerdì 20 gennaio 2017

Integrale Concerti Pianoforte e Orchestra di Beethoven - Leon Fleischer/ George Szell, Cleveland Orchestra (Isaac Stern, Leonard Rose, Eugene Ormandy/ Philadelphia Orchestra) - SONY

Tempo fa parlai di una grandissima incisione della EMI (ora Warner) del Triplo Concerto di Beethoven, quella di Karajan/Richter, Oistrach, Ostropovich. Allora ritenevo fosse la migliore. Oggi non ne sono tanto sicuro, o almeno lo sono in parte: questo perchè un amico mi ha regalato un cofanetto con l'integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven, comprendente anche il Triplo. Si tratta di una serie di incisioni CBS poi riprese da SONY, con Leon Fleisher al pianoforte e la Cleveland Orchestra diretta da George Szell.
Chi non ricorda la mitica incisione di Fleischer con medesima orchestra e medesimo direttore del Concerto di Grieg? Beh, queste sono altrettanto mitiche incisioni. Sarebbero state ancora più mitiche se l'integrale lo fosse stata davvero: se cioè avesse compreso anche il giovanile concerto op.0, la trascrizione per pianoforte e orchestra del concerto per violino e orchestra (esiste un'incisione rarissima di Pollini) e soprattutto la Fantasia op.80 per pianoforte, coro e orchestra. Comunque sia. già così, si tratta di una grandissima incisione: basti sentire cosa faccia Fleisher nel primo movimento dell'Imperatore per riuscire a cpaire cosa io intenda dire. Ma in generale, Fleischer, il Fleischer di queste incisioni, è quello che la storia ci ha consegnato prima che venisse colpito da una focale distonia alla mano destra che ne limitò per molti anni successivi l'attività concertistica e discografica. Queste incisioni sono tuttavia quelle realizzate al massimo della sua fama, negli anni '50.
E' un Fleischer con una grande musicalità, che esprime abbandonandosi  nei movimenti lenti e dando invece il meglio delle sue elettriche ed atletiche performances virtuosistiche nei finali brillanti. Ma è anche un'interprete con un grande senso del ritmo che porta a vette inarrivabili. Con Szell e la Cleveland Orchestra raggiunge una simbiosi ed un equilibrio perfetto, vorrei dire miracoloso: quell'orchestra nelle mani di Szell diventò qualcosa di unico, forse la migliore orchestra americana che sia mai esistita.
Si tratta dunque di una notevolissima integrale.
Che acquista ancor maggiore rilevanza, quando parliamo del Triplo, che a parere mio può dirsi interpretazione americana antitetica a quella europea di anni dopo (dovremmo dire meglio che quella russo-tedesca si contrappose a questa). E' una incisione anche questa notevole, che esplora l'altra faccia del Triplo: lì abbiamo l'incontro di quattro artisti al massimo della loro fama, quattro virtuosi, quattro mostri sacri, riuniti in occasione di questo concerto: Karajan, Oistrach, Richter, Ostropovich. Qui abbiamo l'incontro di quello che al tempo era uno dei pianisti americani migliori (Leon Fleischer), pianista peraltro di solidisisme basi teoriche, affinate con Schnabel di cui diventò allievo, e da cui ereditò una prassi concertistica beethoveniana c he discendeva attrraverso Czerny da Beethoven stesso (ed ecco perchè le interpretazioni del Fleischer beethoveniano ci paiono più liriche che romantiche) con una formazione cameristica per trio, strafamosa: Stern, Rose, Istomin (da cui mancava il pianista cioè Istomin, qui sostituito da Fleischer).
E' cioè l'estrinsecazione del Concerto per Trio cameristico ed orchestra: qui l'incontro tra un complesso cameristico che suonava all'unisono e il pianista di San Francisco ci consegna un'interpretazione in cui l'afflato è sempre teso e vibrante e nello stesso tempo raccolto, in cui i concertisti suonano non contrapposti gli uni agli altri ma assieme in una mirabile unità. Ai quattro è qui contrapposta non la Cleveland orchestra ma la Philadelphia diretta da un altro mostro sacro americano dell'epoca, Eugene Ormandy.
Non so francamente se il cofanetto si trovi ancora.
Tuttavia esiste una integrale SONY che raccoglie tutte le incisioni CBS (Epic e Columbia Masterworks) di Fleischer, che è una delle cose più rimarchevoli che si possa acquistare.
Da sentire.

Pietro De Palma