mercoledì 1 marzo 2017

Olga Kern interpreta BRAHMS : Variations (Su una canzone Ungherese op.21/2, su un Tema di Haendel op.24, 2 Set di Variazioni op.35 su un Tema di Paganini) - CD Harmonia Mundi, 2007

Potenza di Youtube!  Sta accadendo spesso che mi accorga di qualche concertista, o di qualche disco, sentendo Youtube, diventato strumento di diffusione di idee ed emozioni, straordinario.
Questa volta è capitato che mentre stavo vedendo un video di Khatia Buniatishvili, di cui la prima uscita, recensita in questo blog, non mi aveva pienamente soddisfatto (ma che ultimamente sta confezionando una serie di performances strabilianti), la mia attenzione è stata catturata da un nome che non conoscevo, Olga Kern, e dal minutaggio del Rach 3 : 42 minuti! Che per una pianista è notevole!
Olga Kern? Già. Quel video è la testimonianza del concerto del galà del Van Cliburn, perchè il vincitore del Van Cliburn suona sempre il Terzo Concerto per Pianoforte & Orchestra di Rachmaninov: Olga Kern lo ha vinto nel 2001. Una forza ed un vigore esplosivi in una donna: una giovane, bella russa.
Ma dopo il disco che Harmonia Mundi dedica al vincitore, ne sono venuti altri: prima uno col Primo di Tchaikowsky, poi uno con la Seconda Sonata di Rachmaninov e Islamey di Balakirew, poi ancora uno col le Variazioni Corelli e altre trascrizioni di Rachmaninov, un altro col Primo Concerto di Chopin prima di incidere quello che presento oggi: il magnifico Cd antologico con quattro set di variazioni brahmsiane: le Variazioni su un tema originale, quelle su un tema di Haendel, e i due set di Variazioni su Paganini.
Raramente si sente un disco tanto godibile come questo suonato da Olga Kern, una pianista che le dita ce l'ha, ma ha anche tante idee, che canalizza in un linguaggio emotivo di rara intensità.
Lasciamo perdere le Variazioni su un tema di Haendel che sono magnifiche sin dall'incipit del tema, affrontate con un piglio virtuosistico che non valica mai la sfera del cattivo gusto, situandosi a metà tra la lezione neoclassica di Arrau e l'ipervirtuosismo di Fleischer.
Lasciamo perdere i due set di Variazioni su Paganini, terribilmente ardue, affrontate solo dai grandi pianisti che non temono di confrontarsi con questo must, e da lei vinte (una delle poche volte in cui le Paganini non mi hanno scocciato).
Il vero pezzo su cui si confronta la verve di questa pianista di grandi orizzonti è il set delle Variazioni su un tema originale ungherese, che toglie dal dimenticatoio, affrontandolo con una spigliatezza che non teme confronti, con Katchen per esempio o con Vasary. Ma mentre con questi due grandi pianisti del tempo passato, queste variazioni tengono il passo a quelle più famose, qui riescono a reclamare qualcosa per sè e a ragione.
Cercherò di procurarmi i due dischi di Olga Kern con le Variazioni Corelli di Rachmaninov e quello con le due ultime Sonate di Chopin, e poi vedrò se l'exploit con Brahms si sia ripetuto.
Ma penserei di sì alla luce del passaggio della pianista ucraina a Sony.
Ora che son passati sedici anni, Olga è ancora una bellissima donna: anzi coi suoi 42 anni, lo è anche di più. E' più intensa e matura; ed è straordinario sentirla.


Pietro De Palma





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