domenica 17 settembre 2017

The Maryla Jonas Story : Her complete piano recordings - 4 CD SONY/CBS

Io sono un essere istintivo, e in tutto quello che faccio, non sono mosso primariamente da riflessione, ma da istinto; la riflessione viene dopo. Così soprattutto per la musica.
Questo è un blog costruito non perchè mi fossero giunte richieste da conoscenti o estimatori, come i blog di letteratura di genere, ma per piacer mio, perchè così avevo una valvola di sfogo delle mie pulsioni in materia musicale. Sopite ma non del tutto, da quando smisi di scrivere su pagine di giornali, per la venuta meno del principale motore di quegli anni della vita musicale cittadina, cioè l'incendio del Teatro Petruzzelli di Bari, che ora sta ritornando agli antichi fasti (forse anche superandoli): la stagione sinfonica e di recitals 2018 prevede già partecipazioni più che illustri (Pollini, Volodos, Beatrice Rana, Sokolov, Seong-Jim Cho, Pletnew, Andsnes,Arciuli, Repin)- Per cui, scrivo solo quando ne sento la necessità, e non perchè debba farlo.
Riapro i fili col mio esiguo pubblico di lettori - e non mi frega nulla che sia esiguo - parlando di una uscita nuova che è passata sotto silenzio o quasi: la pubblicazione in CD dopo quasi settant'anni di oblio, delle incisioni chopiniane di Maryla Jonas.
Me ne ha parlato per la prima volta il mio grande amico Aldo Lotito, uno dei più grandi collezionisti italiani, e siccome condividiamo la stessa passione per le registrazioni pianistiche d'epoca, la cosa mi ha incuriosito, e non poco, visto che Maryla Jonas si sa (o almeno si dovrebbe sapere da parte almeno dei melomani e aficionados di storia della sicografia pianistica) che fu allieva di Paderewski, come lo furono Witold Małcużyński e Halina Czerny-Stefańska, suoi compagni di corso.
Pur avendo vinto il premio Beethoven di Vienna ed esser stata solo 13esima a quello Chopin di Varsavia, Maryla Jonas è conosciuta per le sue straordinarie incisioni chopiniane dell'epoca. La Sony/Cbs finalmente le ha tolte dal dimenticatoio e proposte in un cofanetto di 4 Cd dal titolo "The Maryla Jonas Story" - Her Complete Piano Recordings.
Dei 4 proposti, tre sono interamente chopiniani, mentre il quarto abbraccia diversi altri compositori, da J.S.Bach a V.Thomson.
E' un tipo di pianismo per nulla passionale; direi invece molto ragionato, astratto, rarefatto, intellettuale. Basta vedere come interpreta le Mazurke. Tanto per farvi capire... Avete in mente Rubinstein, un altro polacco come lei, e il suo approccio chopiniano? Beh, l'opposto.
Un pianismo però di grande, grandissima classe.
Tradisce però un approccio vecchio tipo, appartenente più all'ottocento che al novecento : per esempio la tendenza da lei condivisa di suonare e incidere piccoli pezzi, ninnoli, alla maniera della Novaes per esempio o dei grandi pianisti a cavallo dei due secoli. Negli anni '40 in cui già Schnabel aveva consegnato alla storia l'incisione delle sonate di Schubert, opere di grandi dimensioni formali, la Jonas di Schubert  incideva le Orginaltanze D.365 o i Valses Sentimentales. E la cosa non cambiò negli anni '50.
Un'altra cosa che noto è l'approccio culturale: tra i compositori scelti (LP Minatures, compreso nel quarto CD), vi sono solo due compositori noti del Novecento: Casella e Thomson, ed un anonimo (Nicholas). Tutti gli altri sono compositori dei secoli passati. Inoltre stupisce moltissimo la mancanza tra di essi di Beethoven, tanto più che proprio come pianista beethoveniana si era fatta conoscere in Europa, vincendo il Concorso di Vienna. E' come se, una volta diventata famosa, e avesse avuto la possibilità di incidere, non avesse scelto cose che forse non sentiva come proprie ma che l'avevano fatta conoscere, ma cose che invece sentiva a lei intimamente legate.
Da altri riscontri polacchi, sappiamo che la Jonas prima della guerra aveva eseguito il Primo Concerto di H.Melcer e la Scarlattiana per pianoforte e orchestra di Casella.
Il grande musicologo americano Nigel Nettheim ha ricostruito sulla base di varia documentazione, i recitals di Maryla Jonas negli anni 1940-1943 a Rio de Janeiro (la Jonas fuggì in Brasile, tramite l'ambasciata brasiliana, allorchè la Polonia fu invasa, dopo che un ufficiale tedesco che l'aveva sentita anni prima, le aveva consigliato di rivolgersi al Brasile per fuggire dall'Europa, visto che era stata già fermata dalla Gestapo per qualche tempo dopo il suo rifiuto a partire per Berlino):
30 June 1940

Handel: Passacaglia
Rossi: Andantino
Rameau: Menuet
Beethoven: Sonata Op. 31
Schubert: Study[?] and Waltzes
Villa Lobos: Suite infantil
Itiberé da Cunha: Marcha humorística
Prokofiev: Sonata in f minor Op. 1
Chopin: 2 Nocturnes
Chopin. 2 Mazurkas
Chopin: 2 Waltzes
Chopin: Polonaise

3 May 1941

Paderewski: Toccata
Rachmaninov: Variations on a Theme of Corelli
Chopin: Rondo op. 18
Chopin: Nocturne op. 72
Chopin: Three Ecossaises
Chopin: Two Mazurkas op. 63 No. 2 and Op. 68 no.1
Itiberé da Cunha: Cancion ritual de macumba
Chabrier: Idylle
Zarembski: Allegro molto and polonaise fantasie

13 May 1941

Bach: Toccata in D major
Schubert. Two Moments musicals and Ecossaises
Chopin: Polonaise
Casella: Three miniatures
Villa Lobos: Minstrel Impressions
Albeniz: Bolero
Strauss: Life of the artist
Handel. Passacaglia
Rossi: Andantino

10 April 1943

Mozart: Fantasie No. 2 in d minor
Bach: Italian Concerto
Schumann. Fantasies for piano Nos. 1, 2, 3, 4
Mendelssohn: Rondo capriccioso
J. Ficher: El gallo arrogante y la gallina humilde
Itiberé da Cunha: Marcha humorística
Chopin: Bolero
Chopin: Two Mazurkas
Chopin: Valse brillante
Chopin: Polonaise op. 44

21 April 1943

W. F. Bach: Capriccio in d minor
Haydn: Variations [no. 20?] in f minor
Beethoven: Sonata Op. 49
Szymanowski: Study op. 4 No. 3
Prokofiev: Sonata in f minor op. 1
Chopin. Polonaise op. 71 No. 2
Barroso Netto: Cavallinho de pau
Shostakovich: Polka
Strauss: Life of the artist 
(da  http://nettheim.com/jonas/RecitalPrograms1940-1943RioDeJaniero.html )

Secondo varie ipotesi, la Sonata op.31 di Beethoven dovrebbe essere la "Tempesta" op.31/2 che in quegli anni la Jonas aveva frequentemente proposto.
Notiamo però anche altre opere di dimensioni non contenute come le altre: le Variazioni di Haydn, la Sonata di Prokofiev n.1, e soprattutto le Variazioni su un tema di Corelli di Rachmaninov.
Le incisioni CBS che datano a partire dal 1946, cioè immediatamente dopo la guerra, ci presentano una Jonas più dimessa: era ancora parecchio giovane (35 anni) ma la fuga precipitosa in Brasile l'aveva in qualche modo fiaccata: era stata prigioniera della Gestapo per molte settimane, e per di più aveva problemi di salute gravi (successivamente fu diagnosticato un problema ematico).
Io penso, ma è solo una mia supposizione, che la mancanza della patria lontana (in certo senso la Jonas aveva nei riguardi della Polonia lo stesso atteggiamento di Oginski) abbia influenzato anche le scelte discografiche. 3 cd sono dedicati interamente a Chopin: forse un ponte mentale e virtuale con la Polonia lontana? Nel restante cd nessuna opera di Beethoven (il compositore assieme a Wagner più amato dai nazisti), nessuna di compositori russi (anche l'URSS aveva partecipato alla spartizione della Polonia nel 1939). Un preciso intendimento politico, quindi ? Non so. Ma la mancanza di Beethoven dalla sua discografia, è una cosa che balza agli occhi. 
Come pure balza agli occhi, per una virtuosa degli anni pre-guerra - tanto più che aveva studiato oltre che con Paderewski anche con Sauer, anche se lei non ne parlava - l'assenza assoluta di un altro compositore molto amato in Germania (dato l'influsso su Wagner) anche se non tedesco in senso stretto: Liszt. Manca nella sua discografia, ma anche nei suoi recitals. Cosa stranissima.
Anzi, tra Beethoven e Liszt, è proprio la mancanza di Liszt che ancor più balza agli occhi, dato che Beethoven, anche se non incidendolo, continuava ad essere suonato in pubblico: per es. in un suo recital alla Carnegie Hall il 4 febbraio 1950 ( op.26 e Rondo in Do Maggiore). Anche se è vero che la Jonas morì ancor giovane, a 48 anni, nel 1959. Mozart invece era suonato e inciso dalla pianista polacca: in un recital alla Carnegie Hall del 1956 (l'ultimo), suonò nella prima parte del recital, 2 sonate di Mozart (KV 310 e 330).
Chi volesse avere più ampi ragguagli sulla vita e l'opera di questa pianista dimenticata (anche per il repertorio non certo smisurato come altri pianisti della sua epoca), ma che per il tempo prima della guerra si era imposta come una delle figure più importanti, può anche leggere un interessantissimo e lungissimo articolo di Christopher Howell, in inglese ( http://www.musicweb-international.com/classrev/2017/Feb/Jonas_forgotten.htm ).

Pietro De Palma
 
 
 
 
 

1 commento:

  1. Buongiorno Pietro De Palma Non ci conosciamo Mi sono interessato alla Jonas ne 2016, interessato dalla sua avventurosa vita e dalle sue mazurke. Scrivo musica. Leggo ora 9/7/18 il suo articolo. Ho dedicato un brano scritto in tre movimenti a tempo di mazurka che ritraesse la storia di questa pianista. Il brano ha avuto una menzione speciale ad un concorso internazionale di composizione e verrà eseguito ad Amelia e a narni il 20 e il 21 luglio prossimi. Le invio questa nota per la casualità degli eventi. Grazie tgc1957@libero.it

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