domenica 22 aprile 2018

N.Paganini: Prima incisione mondiale di Le Streghe, I Palpiti, Non Più mesta (iperaccordate, versione originale), Suonata con Variazioni; prima incisione mondiale di Religiosa introduzione al Campanello - CD Dynamic - Mario Hossen, violino

Ritorno a scrivere per una recente emissione dell'etichetta Dynamic. La Dynamic che è genovese, è naturalmente impegnata da molti anni sul fronte Paganini. Nel nostro caso presenta un disco assai interessante, affidato ad un grande virtuoso, il bulgaro Mario Hossen: oltre alla Prima incisione mondiale della Religiosa Introduzione al Rondò del Campanello, con l'Andante Sonnolento intonato da un coro maschile, e oltre alla Suonata con variazioni su un Tema de L'amor Marinaro, troviamo tre originali versioni de Le Streghe, di Non Più mesta  e de I Palpiti, con il violino iperaccordato su un semitono maggiore: nel caso de I palpiti, che è in Si bem maggiore, il violino la cui parte solista è in La dev'essere accordata sul Si bemolle; nelle altre due invece che sul Re, il violino dev'essere accordato come per l'orchestra sul Mi bemolle.
Quest'accorgimento venne adottato per il Primo Concerto che è in RE ma col la parte violinistica iperaccordata in Mi bemolle, e per altre partiture, per es. Le Streghe e non Più mesta, mentre I palpiti, pur presentando la parte violinistica iperaccordata lo è sul SI bemolle invce che sul La su cui è accordata la parte orchestrale.
Questa faccenda dello sfasamento dell'accordatura nell'ottocento è molto interessante. Del resto la Legge Europea del 1989 che ha imposto in tutt'Europa l'accordatura del La su 440 Hertz, ha inteso superare una giungla di diverse situazioni che perdurava da secoli.
Nell'ottocento, come dice in "La lunga storia del diapason", Pietro Righini - Ancona, Ed. Berben

1990 - la situazione dell'accordatura sui diapason era quantomai selvaggia e caotica: se in Germania, Inghilterra e Russia sia variava più o meno da 421-423 a 448-451 hertz, in Italia e Francia l'accordatura era su  valori più bassi, da 423-436 fino max a 447 in Francia e 442 in Italia. Insomma si può ben capire perchè Paganini ad un certo punto, girovago per le corti di mezz'Europa, essendosi esibito dovunque , avendo provato le varie accordature, volesse iperccordare la parte del violino di mezzo tono, laddove le orchestre fossero accordate su valoro inferiori ad altre: il tutto per ottenere effetti di maggiore profondità e brillantezza del suono, nonostante la partitura fosse su un semitono inferiore.
Alla stregua di ciò l'incisione di Mario Hossen è sicuramente interessante, ma solo per una questione di curiosità storica: tenendo conto che il 440 hertz comune è un'accordatura già elevata, che assicura una brillantezza di suono notevole, l'accordatura su un semitono maggiore se eleva ancor di più la brillantezza del suono, tuttavia ha dalla sua una maggiore pericolosità perchè eleva anche la possibilità di scordare laddove la partitura è già di per seè scordata. Non a caso ho notato - sarà stata una mia impressione fallace oppure vera - il fatto che Hossen, laddove altri virtuosi del violino procedono più spediti con l'accordatura normale de Le Streghe, per es. Wolfgang Marschner, lui è molto più cauto, temendo probabilmente di incappare in qualche defaillance.
Ovviamente il suono è ancora più rarefatto soprattutto nel sovracuto, laddove assume un astruttura quasi filiforme, in genere nelle tre opere presentate. Al di là delle tre opere iperaccordate, c'è un notevole Sonata con variazioni su L'Amor Marinaro, e un'altra chicca, La religiosa Introduzione al Rondò del campanello, un'altra delle bizarrie con cui Paganini soleva sorprendere il suo pubblico. E' una composizione del 1832, di cui questa è la versione più breve (ma ce n'è una molto più lunga per orchestra e coro maschile). La storia è che Paganini quando vedeva il successo di un singolo movimento di un concerto, soleva riproporlo come pezzo a sè stante, magari facendolo precedere da un movimento lento nuovo nella composizione, e quindi proponendolo come nuova composizione: un escamotage neanche tanto originale, dato che nell'ottocento questo sistema dava la possibilità di pubblicare un pezzo molto simile sotto un altro titolo e magari con diverso numero d'opera presso altro editore. E' un escamotage che è stato utilizzato anche per l'editoria libraria . E quindi non è il caso di farci un dramma se Paganini, riusciva a vendere bene i suoi prodotti.
E' il caso tuttavia di porci una domanda: oggi che l'accordatura a 440 Hertz da una certa brillantezza del suono, ha senso per l'ascoltatore melomane, scoprire una partitura iperaccordata? Iperaccordata rispetto ai 440 Herz vigenti?
Non so.
Per me, avrebbe un senso maggiore, invece, suonare un pezzo all'accordatura usata al tempo del compositore, perchè così avremmo la dimensione esatta di quello cui aspirava in tema di sonorità il musicista.

P. D. P.

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